Quel giorno la riunione in casa Grimani fu più interessante del solito. La sala da pranzo arredata severamente in stile antico, con mobili autentici di legno intagliato e le pareti ricoperte di damasco rosso, era rallegrata da ceste di fiori, e la tavola risaltava colla tovaglia candida e le stoviglie terse e lucenti.

Erano lieti di vedersi circondati da una schiera di persone elette dai nomi conosciuti e stimati in tutto il mondo, che parlavano allegramente come se volessero dimenticare gli studi severi e darsi un po' di bel tempo, scambiandosi semplicemente le loro idee in quell'ambiente simpatico, intorno alla tavola bene imbandita, dove non mancavano nemmeno i vini generosi a metterli di buon umore.

Terminato il pranzo, scesero in giardino a prendere il caffè in un piccolo chiosco coperto di glicine, onicere, clematis ed altre piante profumate, e quando scesero le ombre della notte ed il giardino si fece buio, Grimani diede il segnale di alzarsi e condusse gli amici in un grande ambiente al pianterreno, che non si sarebbe potuto dire se fosse una vasta grotta, una cantina, o una stalla, ma aveva l'aspetto d'una cosa e dell'altra.

Era l'abitazione degli animali che servivano alle esperienze del professore: intorno alle pareti v'erano nicchie chiuse da cancelli di ferro, da un lato uno zampillo scendeva in una gran vasca che serviva per i pesci e gli animali acquatici e nello stesso tempo per abbeverare gli altri.

Prima di entrare il professore narrò i suoi studi sulla fosforescenza.

— Ma quello che ora vi mostrerò, — soggiunse, — è il frutto dei miei ultimi esperimenti, ho scoperto in alcuni animali acquatici un microbo luminoso che, date certe condizioni, si propaga e vive nel corpo di animali di specie diversa, e li rende luminosi e trasparenti; ora potrete vederne l'effetto coi vostri occhi.

Sì dicendo aperse la porta della vasta stanza, e apparve loro come una visione fantastica.

Tutt'intorno alle pareti e sulla vôlta c'erano bagliori indefiniti che mandavano raggi di tinte diverse: era quasi una danza di fiammelle che apparivano e scomparivano ad un tratto come fuochi fatui, poi strisce luminose, azzurre, rosse, infocate, che rammentavano albe e tramonti meravigliosi.

Al primo momento tutti quei scienziati e professori rimasero attoniti.

— Siamo nel regno delle fate, o vuoi farci assistere ad un racconto delle Mille ed una notte? — disse il professor Calvi.