Provò un'emozione come se il suo bimbo fosse morto e non aveva coraggio di avvicinarsi al letto; poi si fece innanzi, si consolò sentendo uscire dalla bocca infantile un respiro leggero come un soffio, s'accorse del punto donde usciva la luce, e la verità le balenò subito alla mente.
Suo marito aveva osato servirsi del figliuolo pei suoi esperimenti? Non aveva dunque viscere di padre? E lo aveva fatto di nascosto, senza dirle nulla come se si trattasse d'un delitto? Sapeva dunque ch'essa non avrebbe mai permesso una simile profanazione. Era troppo! Il suo amore di madre si ribellava al fatto atroce, e un'irritazione le saliva dal cuore al cervello che la faceva tremare dal dispetto.
Non sapeva che cosa avrebbe fatto, ma sapeva certo che non avrebbe più lasciato il suo Aurelio vicino al padre, e tutto ad un tratto si sentì sorgere nel cuore un fiero odio alla scienza che rendeva gli uomini insensibili agli affetti più santi.
Senza por tempo in mezzo, avvolse il bimbo in una coperta, lo prese in braccio, e senza dir nulla a nessuno, uscì dal palazzo Grimani e si recò per quella notte dalla cugina, calcolando di partire all'alba per la montagna, dove avrebbe trovato un rifugio tranquillo nella sua casetta.
Quando il professore, ignorando quello che era avvenuto, entrò nella cameretta di Aurelio e la trovò deserta e seppe che la moglie era partita senza salutarlo e senza dir nulla a nessuno, credette che la sua vecchia casa fosse crollata e la sua felicità fosse sparita per sempre.
Scrisse una lettera alla moglie per iscusarsi, disse che era sicuro di non aver recato alcun danno al figliuolo che amava più di ogni cosa al mondo, si sentiva, è vero, colpevole di non averle detto nulla, ma n'era pentito amaramente.
Marcella fu inesorabile, non rispose; il marito l'aveva ingannata e non poteva più credere alle sue parole, il suo amore di madre era troppo offeso e non sapeva darsi pace.
VII.
Marcella era contenta di essere in mezzo ai monti, sola col suo bimbo, di poter passeggiare nei boschi, correre, giuocare, lontana da ogni pericolo; lo vedeva rifiorire in quella vita libera, a quell'aria salubre e imbalsamata, e non si pentiva della decisione presa.