Poi ringraziò il cognato e il nipote, venuti a confortare il marito ch'essa aveva abbandonato.
— Ho fatto male, — soggiunse, — sono stata un'ingrata, ma lo sdegno è stato più forte di me.
— Non ti so dar torto, non bisogna voler strappare i segreti alla natura: il cielo nol permette.
— Perchè sei così scoraggiato? Mi fai pena, bisogna rimettersi al lavoro, anzi, guadagnare il tempo perduto. Aurelio sta bene, s'è fatto più robusto e intelligente, forse saranno stati i microbi.
— Ora sono morti, — disse il professore, — non turberemo più la loro pace.
— Come? — esclamò Marcella con uno sguardo interrogativo.
— Distrutti, — disse Paolo.
— E tu hai fatto questo? — chiese rivolta al marito. — Non ci sarà mai possibile rinunciare a studii così interessanti, ritorneremo da capo.
Il professore crollava il capo come per dire che tutto era finito.