— Pare che abbiano rivelato una grave malattia nel mio organismo, — disse Enrico. — Ecco il loro delitto.

— Una malattia? Non può essere, con quell'aspetto; ma so certo che non si può osservare con calma quelli che si amano. Se sapeste quanti mali, lassù nella solitudine della montagna, ho veduto sorgere e tramontare nel corpo del mio bambino quando era sotto l'influenza dei microbi! Ora son passati e sta bene; nella solitudine della vita campestre, i miei nervi si sono calmati e la verità è apparsa intera al mio spirito. Ho capito che è una scoperta che non solo ci mostrerà le malattie, ma forse potrà aiutarci anche a curarle.

Poi volle esaminare il nipote affermando che coll'esercizio continuato nell'osservare il piccino, la sua vista s'era fatta più acuta: lo condusse in una camera oscura e ne esaminò il petto.

— Che cosa hai veduto? — chiese al marito.

— Un punto nero.

— Hai dato corpo alle ombre, è proprio così, quel punto nero è un'ombra, non vedi? Mano mano che Enrico si muove, esso si sposta, eccone la prova più convincente.

— E gli altri? — chiese il professore.

— Sono stati suggestionati, ecco la verità: vi dò la mia parola di dottoressa, che Enrico sta benone.

Ella ordinò a tutti di andare a ritemprarsi assieme nella sua casa in montagna.