— Tutto s'accorda con quello che penso — disse Valentina. — La tragedia che ti travaglia deve averla vissuta qualche tuo genitore; cerchiamo nella loro vita, parlami di loro, dove sono nati? dove hanno vissuto? Pensa, pensa.
E sì dicendo stava ansiosa coll'orecchio attento perchè nulla le sfuggisse.
Lodovico pensò un poco per riordinare le idee, poi disse:
— Il babbo era di Torino come me; nell'alta banca ha guadagnato molto danaro e mi lasciò ricco. Le lotte della vita l'avevano accasciato e morì di esaurimento; non credo ci siano state tragedie nella sua vita.
— E tua madre? — chiese Valentina.
— Essa venne a Torino bambina; nacque a Verona, dove il padre si trovò involto nella rivoluzione del 1848, dovette fuggire di notte quando era ancora bambina. Il nonno era brutale e iracondo, essa deve aver sofferto molto con lui, e divenne nervosa, e piuttosto malinconica; è morta giovane, forse tormentata di sapermi ammalato.
— E la tua nonna? — chiese ansiosamente Valentina.
— Nessuno l'ha conosciuta; il nonno non ne parlava mai.
— Tua madre dunque è partita bambina, di notte, durante la rivoluzione. La sua infanzia non fu calma, — disse Valentina.