«Essa me la strinse fra la sua sorridendo.

«— Grazie, — disse, — accetto di cuore. Ho tanto bisogno d'un'amicizia sincera; però anche la vostra è alquanto interessata.

«La guardai con uno sguardo interrogativo e trionfante, sperando di coglierla in fallo. Essa soggiunse colla sua voce insinuante e con un accento un po' ironico:

«— Interessata, — lo ripeto, — e non m'inganno. Non sono le mie ricchezze che vi premono, ma trovate ch'io sono un essere curioso, degno d'esser studiato, un bel caso, come dite voi medici, e l'amore della scienza vi spinge ad offrirmi la vostra amicizia.

«Io ero attonito; aveva ancora letto come in un libro aperto quello che stava in fondo al mio pensiero; sentivo una vera simpatia per quella giovane, ma la curiosità di studiare il mistero di quella sensibilità straordinaria, di quella divinazione meravigliosa, m'avea spinto ad offrirle la mia amicizia: ero confuso come se fossi stato colto in fallo, ma essa con accento franco e risoluto, soggiunse:

«— Ebbene, comunque sia, accetto con tutto il cuore la vostra offerta, almeno il movente ne è più elevato e posso esser utile a qualche cosa; ciò mi riconcilia coll'esistenza; dunque siamo intesi, — disse congedandosi, — me ne vado contenta perchè so di aver trovato un amico.»


De Roberti fece una pausa per riposarsi, accese una sigaretta e diede un profondo sospiro evocando quei ricordi passati.

I suoi amici pendevano dalle sue labbra, impazienti che continuasse il racconto che incominciava a riuscir loro interessante.