«Nella gioia di sapersi amata si abbandonava interamente a seguire la volontà del marito come se si trovasse sdraiata in una barca su lago tranquillo lasciandosi trascinare dalla corrente.
«Non penso a nulla — mi scriveva — mi affido alla vita e non tento nemmeno di sapere quello che pensa il mio compagno, si sta tanto bene qualche volta trascorrendo i proprii giorni nell'ignoranza. Sono come in un sogno e temo di risvegliarmi.»
«Poi vennero lettere meno serene, nelle quali s'indovinava un turbamento ch'ella voleva nascondere, poi altre dove non celava più la sua preoccupazione per l'avvenire.
«Un giorno, quando la credevo lontana mille miglia, venne da me improvvisamente e tanto mutata che mi fece un'impressione penosa.
«La sua faccia pallida aveva perduto il bel colorito della salute e intorno agli occhi bruni e profondi aveva due cerchi turchini come se fosse uscita da una malattia; teneva in mano una borsa voluminosa che le dava un aspetto strano.
«— Siete ammalata, — le dissi.
«— Forse, ma non importa.
«— E vostro marito?
«— Come l'avevo preveduto, non mi ama più, mi tradisce e mi rovina, pazienza, — soggiunse con un sospiro doloroso, — ormai sono destinata a trascinare la mia catena, un fiume non può rimontare alla sorgente, così non si può rivivere il tempo passato; ma voi mi siete sempre amico? — chiese rivolgendomi uno sguardo supplichevole.