«— Accertatevene voi stessa, — dissi, offrendole la mano.

«La prese ansiosamente, come il naufrago una tavola di salvezza, e soggiunse:

«— È vero, siete sempre uguale, i vostri sentimenti non sono mutati. Siete la sola persona di cui posso intieramente fidarmi; a voi affido il mio avere, tutto quello che ho potuto salvare dal naufragio.

«Sì dicendo, aperse la borsa che teneva in mano e trasse fuori carte di valore, titoli al portatore, mucchi di cartelle che si accatastavano disordinatamente sul tavolino. Non avevo mai visto tanti valori riuniti, mi davano le vertigini e stupivo di vederli trattare con tanta indifferenza come fossero carte straccie.

«Osservavo in silenzio e non capivo che cosa volesse fare di tutte quelle ricchezze.

«Essa contava:

«— Cento, duecento, cinquecentomila, ecco tutto quello che mi rimane, e che io affido a voi per salvarlo; vi raccomando, non dite nulla a nessuno, prendete.

«Io esitavo, e la guardavo esterrefatto.

«— Mi credete pazza, — disse, — non lo sono: v'ingannate, vi prego di tener questa somma come sacro deposito, datemi ancora questa prova d'amicizia, sarà forse l'ultima.

«— Almeno mi concederete di farvi due righe di ricevuta, — io dissi.