«— Non importa, — rispose, — ho letto abbastanza nella vostra anima per convincermi che di voi posso fidarmi.
«— Ma potrei morire.
«— Morrò io prima, lo sento, sono tanto ammalata. Anzi, se questo avviene, adoperate il mio avere in qualche opera di beneficenza.
«Le feci scrivere questo suo desiderio e volli che accettasse da me due righe di ricevuta, che nascose in un medaglione che teneva attaccato alla catena dell'orologio, dicendo:
«— Mio marito non sa nulla, non deve sapere, ricordatevi, ha sempre ignorato questa parte della mia fortuna che sono riuscita a nascondergli, ma ora non posso più, non ho più la forza di lottare; non sapete? — mi disse abbassando la voce, — che una volta avendogli io rifiutato del danaro, ho sentito in lui il desiderio della mia morte, e — orribile a dire — gli è passata nella mente anche l'idea di sopprimermi; quanto ho sofferto non potete immaginare! basta! ora è finita, non l'amo più.
«— E vivrete ancora con lui? Avete questo coraggio?
«— Ormai crede ch'io non possieda più nulla, non avrebbe più scopo di uccidermi; ora viaggia, si diverte e non si chiede nemmeno in che modo io possa vivere.... Devo tornarmene per definire alcune cose ancora, poi verrò a chiedere asilo alla vostra casa di salute; anzi, se possibile, dovreste prendere in affitto per me un villino nelle vicinanze, e ricordatevi per la nostra vecchia amicizia che mi accoglierete come vostra ospite: sono tanto ammalata, che ho bisogno d'esser vicina al mio medico, e il mio spirito appunto invoca il suo vecchio amico. Acconsentite, non è vero?
«La rassicurai e intendevo subito offrirle ospitalità nella mia casa, ma volle partire promettendo che sarebbe ritornata al più presto possibile.