E sospirava e si sentiva triste specialmente nelle ore nelle quali era sola. E restava spesso sola perchè, quando la figlia l'aveva collocata sulla poltrona accanto alla finestra, usciva per far le provviste e s'indugiava a chiacchierare coi conoscenti o colle vicine. La Giulia era una donna di quarant'anni, un po' fiacca e lenta nei movimenti, ingrassava a vista d'occhio, ma si lagnava sempre di tutto e con tutti, e aveva la voluttà di farsi compiangere. Si era maritata giovane e finchè ebbe il marito se ne lamentava perchè lo trovava troppo esigente; quando rimase vedova, si faceva compiangere per la sventura d'essere rimasta sola ancor giovane, e per giunta colla madre inferma; insomma non era mai contenta, quantunque facesse una vita abbastanza calma e serena. Quando l'appartamento sopra di loro rimase libero, non cessava di lamentarsi e raccomandarsi per trovar nuovi inquilini; era stato accettato dagli Arcelli, ed essa si mostrava annoiata per il disturbo che quei cugini sconosciuti le avrebbero recato e al pensiero di doversene occupare.
La signora Teresa invece all'idea di conoscere i nipoti era contenta; tutto quello che veniva ad interrompere la monotonia della sua vita sempre uguale, le recava qualche consolazione, e quando entrò Giulia col telegramma in mano che ne annunciava l'arrivo per quello stesso giorno, dopo le quattro, ebbe un'esclamazione di gioia.
— Tu dici bene, ma ora come faccio, — esclamò la Giulia, — volevo comperare un tappeto nuovo, qualche oggetto per rallegrare l'appartamento, e invece mi capitano qui, tutto ad un tratto, come una bomba.
— Non borbottar sempre, — disse la signora Teresa, — se è quasi un mese che siamo in corrispondenza e che li aspettiamo; avevi il tempo di pensarci se volevi fare nuovi acquisti.
— E poi, a che cosa servirebbe! — soggiunse Giulia. — Sono ricchi, abituati a vivere a Torino in un palazzo, potrei cambiare di pianta i mobili delle nostre povere stanze e le troverebbero sempre miserabili. Abbiamo fatto male ad offrirgliele.
— Ma via, Giulia, un po' di calma, se non si troveranno bene andranno all'albergo, non siamo poi in un villaggio, infine sono nostri parenti e non è male mostrar un po' di buona volontà d'averli vicini.
— Sì, ma intanto io devo pensare a tutto.
— Vorrei poter muovermi io, — disse la vecchia, — e come sarei contenta di occuparmi di questi sposi! Ecco, per esempio, metterei un bel mazzo di rose in mezzo alla tavola.
— È un'idea, — disse Giulia, — così aiuteranno a nascondere una macchia d'inchiostro che ho veduto sul tappeto; me ne occupo subito.