E sì dicendo scese nel suo appartamento, dove la madre l'attendeva con impazienza.
Le chiese se gli sposi fossero rimasti contenti, e continuava a ripetere:
— È una bella coppia, sembrano felici, ci porteranno un po' d'allegria.
— Come sono questi sposi moderni! — disse Giulia, — io non li capisco; avevo fatto mettere due letti in una camera, e invece no.... vogliono stanze separate.... e sono ancora nella luna di miele; ai miei tempi non si usavano queste cose.
— Sai, nell'alta società è sempre stato così, — disse la signora Teresa, — facciano loro; però mi sembrano semplici e alla mano.
— Infine siamo parenti, della stessa razza, e non ci sarebbe una ragione che fossero superbi con noi.
Intanto Valentina aveva incominciato a disfare i bauli e a mettere a posto un po' di roba negli armadi.
— Non è un palazzo, — avea detto al marito, — ma ci si potrà accomodare, e poi basta guardare dalla finestra per vedere uno spettacolo che compensa di tutto quello che manca.
Coll'aiuto d'un uomo aveva fatto trasportare gli armadi nella cucina dell'appartamento che doveva servirle da gabinetto di toeletta. Le due camere da letto accomodate bene, libere dai mobili inutili, riuscivano più godibili e spaziose; diede una disposizione piacevole e comoda alle sedie e ai tavolini, sui quali collocò qualche ninnolo portato seco, alcuni libri rilegati e parecchie fotografie incorniciate con gusto, e le stanze presero subito un aspetto più gaio e più piacevole.
Lodovico stava estatico appoggiato alla ringhiera di ferro del balcone e guardava la piazza in silenzio.