— E non sapete in che modo morì.... così giovane?

— Se ne dissero tante, — rispose la zia Teresa, — ma nessuno seppe nulla di preciso. Troppi avvenimenti tenevano trepidanti gli animi in quel tempo; i piemontesi vinti, le nostre speranze fallite, sempre in ansia pei nostri cari, una vita febbrile, ma ora sono contenta d'esser vissuta in quei giorni di ansia e trepidazione.

— E il nonno? — chiese Valentina.

— Ci scrisse da Torino dove s'era rifugiato; qui non poteva più ritornare, essendo compromesso negli affari politici; diede disposizioni per vendere la casa dove abitava e spedirgli i mobili migliori. Mio marito s'incaricò di tutto.

— E dove abitava, vi ricordate?

— Sul corso Santa Anastasia, — disse Giulia, — la mamma mi ha fatto tante volte vedere la casa; se volete, ve la mostrerò.

— E vogliamo anche visitarla, — disse Lodovico.

— Bisogna chiedere il permesso al proprietario; non so a chi appartenga ora; sarà tutto cambiato, non troverete più traccie del nonno.

— Mi basta vedere i sotterranei.... credete che siano molto mutati?