E si soffermò sotto un ombrellone, dove una siepe di gente circondava una bella ragazza fresca e robusta con due occhi neri, luminosi, e riccioli di capelli che le scendevano sul collo, sulla fronte come serpentelli irrequieti. Serviva tutti premurosamente, rideva e pareva contenta di vivere.

— A me piace più la Rossa dei fiori, — disse Giulia, — venite, vi ci conduco.

E attraversando la folla riuscirono ad un posto dove su banchetti schierati in lunga fila, c'erano i fiori più profumati della primavera: viole, rose, garofani, gaggìe, e una schiera di belle fanciulle formavano mazzolini, riempivano con arte piccoli ed eleganti canestri e offrivano la loro merce profumata ai compratori.

La Rossa dei fiori formava mazzolini di rose e viole mammole. Era alta, slanciata e intorno al capo aveva un'aureola di capelli fulvi, del colore tanto amato dal Tiziano, la carnagione candida un po' dorata, occhi castani, e in tutta la persona qualche cosa di fosforescente, di luminoso, che dava l'impressione che sarebbe bastata la sua presenza a rischiarare una stanza priva di luce.

Offerse un mazzolino a Valentina, ma Lodovico ne comprò tanti e per la sposa e per la cugina e per mandare alla zia Teresa. Erano così profumati quei fiori! Gli sembrava che avessero un profumo più intenso di quello degli altri paesi.

— È un fatto, — osservava Valentina, — qui c'è una natura esuberante, in tutto, nelle donne, nei fiori, nella frutta. Pare che in seno a questa terra si concentri un calore più intenso, come nelle viscere d'un vulcano.

— Sono stanco della folla, — disse Lodovico che aveva la sua idea fissa in mente, — se Giulia volesse condurci sul corso di Santa Anastasia....

— Prima vi voglio mostrare la piazza dei Signori; è qui sulla nostra via. Vedete, ci siamo già. Qual contrasto passare dal frastuono di piazza Erbe a questa piazza tranquilla!

— Quanto è bello! Che calma solenne, — disse Lodovico, — mi fa piacere vedere qui in mezzo il monumento di Dante, il nostro poeta più grande. Verona è una delle poche città che gli abbia eretto un ricordo di marmo.