Nel vedere entrare quei visitatori tanto inusitati, sospesero i giochi, e l'oste si avanzò sorridendo, chiedendo in che cosa potesse servirli.
Parlò Lodovico e gli disse lo scopo della sua visita. Quella casa aveva appartenuto a suo nonno; voleva visitare i sotterranei e vedere se ci fossero sepolte alcune carte importanti che dovevano esservi nascoste fino dal 1848.
L'oste lo guardò come si fa con una persona, che si supponga non sia in sè.
— Come? Per una storia così vecchia venire ad incomodarlo? Fosse almeno stato per un tesoro, avrebbe sperato anche lui di poterne avere una parte.
— Il vostro disturbo vi sarà pagato e bene, — disse Lodovico. — Mi basta aver il permesso di poter far qualche scavo, vi farò rimettere tutto a posto e non avrete alcun danno.
— Però mi permetterete di star presente a questi scavi; sapete, ho la mia merce nel sotterraneo.
— Non ho nulla in contrario, — disse Lodovico, — e vi prometto che se troveremo un tesoro sarà tutto per voi.
— Quand'è così, fate pure, — disse l'oste, — purchè sia tutto terminato prima di sera. Capite bene, la sera ho qui molti avventori e non vorrei....
— Ma anche subito, — rispose Lodovico, — fatemi, vi prego, chiamare degli uomini del mestiere.