Tutti insieme cercarono di ricostruire il dramma che si era svolto nella vecchia casa. Non dubitarono che i due scheletri avessero appartenuto alla piccola Elisa ed a qualche suo innamorato.

Certo il marito, tornato a casa dopo una lunga assenza, forse irritato di non esser riuscito nella sua missione patriottica e col cuore d'italiano ferito vedendo che gli avvenimenti non erano favorevoli, trovando la moglie in stretto colloquio con uno dei giovani che egli aveva mandato dal Veneto, acciecato dall'ira, li aveva uccisi entrambi e poscia nascosti nel sotterraneo che serviva di ripostiglio alle carte politiche e compromettenti.

La zia Teresa aggiungeva delle notizie preziose che mostravano la verità del fatto. Essa era entrata per la prima in casa del fratello dopo la partenza di lui; dal disordine trovato, da alcune macchie di sangue sul terreno, dalla scomparsa dei due giovani e dalla fuga del fratello, aveva intuito la verità; ma per non accusare nessuno, l'aveva tenuta sepolta nel cuore, come il sotterraneo aveva tenuto nascosti i cadaveri: ora non c'era più dubbio, doveva essere accaduto precisamente come pensavano; ma quello che imbarazzava la zia Teresa era che Lodovico avesse scoperto quel segreto custodito con tanta cura.

Egli allora raccontò il male che fino dall'infanzia l'aveva travagliato, e come la sua medichessa, Valentina, con una divinazione quasi soprannaturale, fosse riuscita a colpire nel segno.

— E vedete, — soggiunse tutto pieno d'entusiasmo per la giovane sposa, — i migliori medici avevano sbagliato, nessuno aveva trovato l'origine del mio male; ci voleva una medichessa per veder giusto, e poi ci sono ancora quelli che vorrebbero tener la donna rinchiusa fra le domestiche pareti, quando può adoperare l'intelligenza con tanto vantaggio dell'umanità! Anch'io, vedete, forse per atavismo, nel vedere il sesso gentile invadere il nostro campo, ero contrario alla donna indipendente; ma mi sono ricreduto; non so se essa potrà riuscire in ogni scienza, ma nella medicina potrà raggiungere delle altezze inesplorate; è una scienza nella quale ci vuole una specie di divinazione, e la donna la possiede meglio di noi, sicchè può far molto bene. Valentina ha questa qualità in sommo grado, e ne ho avuto la prova, sicchè io spero che vorrà esercitare la sua professione per il bene dell'umanità.

Valentina era orgogliosa della stima e degli elogi del marito ma crollò il capo e disse:

— Per ora regnano ancora i vecchi pregiudizi; non potrei esercitare la mia professione per mancanza di clienti!

— Ma ci sono i poveri e quelli che hanno perduta la fede nel loro medico e amano le cose nuove, poi, quando sapranno il mio caso ch'io proclamerò al mondo intero, vedrai....

— In ogni modo verrà pubblicato questo fatto che prova una delle mie teorie, — disse Valentina, — è un trionfo per me, che chiamavano romanziera della scienza; sarà sempre un documento storico; soltanto non basta trovare una malattia, bisogna guarirla e ancora non possiamo cantar vittoria.

— Tu sei più incontentabile di me, — disse Lodovico. — Ero talmente avvilito del mio male incomprensibile, che soltanto l'idea che ne conosco l'origine e che io espio una colpa del nonno mi fa più tranquillo.