— È una pazzia, — diceva, — maneggiare strumenti pericolosi senza osservare le più elementari precauzioni: poi non vedete in che stato si trova? ha bisogno di esser curato.

Ugo era immobile colla faccia stravolta; quando potè articolare qualche parola, non ebbe la forza di reagire.

— Avete ragione, — diceva, — voglio andar via lontano, sono pazzo. Povero Vincenzo, è molto ferito, ed io ne fui la causa; ho bisogno di una punizione, sì, conducetemi via; perchè non mi sono ferito io solo? Perchè non sono morto?

E piangeva come un bambino.

Mentre alcuni uomini chiamati in fretta sgombravano la stanza, abbattevano un muro pericolante e toglievano i rottami sparsi per terra, ci fu un momento di silenzio; nessuno osava prendere una risoluzione definitiva.

Il signor Carlo era accasciato e anche egli come il figlio si sentiva senza volontà. Fu la signora Savina che, come un generale sul campo di battaglia, prese il bastone del comando e disse al dottore:

— Vi supplico, per la nostra vecchia amicizia, di aiutarci; ho ordinato di attaccare i cavalli alla carrozza e vi prego di condur subito Ugo in una casa di salute. Mi raccomando sia trattato bene, ma una buona cura gioverà a calmare le sue aberrazioni scientifiche, poi ritornate e vedete di medicare Vincenzo. È abbastanza coraggioso, quel ragazzo, e non si lagna, quantunque la sua ferita deva farlo soffrire; spero che anche a lui sarà passata la voglia di far lo scienziato. È una lezione che farà bene a tutti; mi dispiace per mio marito che se ne sta come una mummia, — e avvicinandosi a Carlo, gli disse, scotendolo per un braccio: — Via, non ti accasciare; è una disgrazia, ma pensiamo che poteva esser peggio; è un miracolo che non sia crollata la casa e non ci abbia sepolti tutti; — poi andò verso Ugo, dicendogli: — Va', va' col dottore, la carrozza è pronta, va' a meditare sulla tua scienza e a calmare i nervi, che ne hai bisogno; ti manderò poi la tua roba.

Il dottore diede il braccio al professore come ad un convalescente, lo condusse giù dalle scale e lo mise in carrozza senza ch'egli avesse avuto la forza di fare la minima opposizione; diede un indirizzo al cocchiere e via se n'andarono lungo il viale verso la stazione.

Il signor Carlo si riscosse come da un sogno, e disse alla moglie:

— Che cosa hai fatto?