— Quello che doveva accadere, — rispose con calma la signora Arlandi. — È mancato poco che rovinasse la casa e noi fossimo sepolti sotto le macerie.
— E Ugo dov'è?
— Egli è in un posto tranquillo e sicuro, sta bene, meglio che nel suo laboratorio.
— Ma dov'è? Voglio saperlo, — ripetè la signorina con voce irritata.
— Non so, chiedilo a suo padre.
Giulia si rivolse al signor Carlo che entrava nella stanza con passo lento e col volto abbattuto.
— Ti prego, — gli disse, — dimmi dove è Ugo.
— Non lo so ancora. Ma so che sarà curato bene e mi basta. Che disgrazia, — soggiunse sospirando.
— È ferito? Perchè l'avete mandato via? Ditemi in nome del Cielo qualche cosa, non vedete quanto soffro?
— Vincenzo è ferito, — disse l'Arlandi, — Ugo ha perduto la testa dal colpo, l'ho mandato in un luogo dove sarà ben curato.