Tigel.
Impone
a te Nerone, o di scolparti a un tempo
dei sozzi amori, e de' sommossi duci,
e degli audaci motti, e delle tante
tese a Poppea, ma invano, insidie vili,
e del tumulto popolare; o vuole,
che rea ti accusi: a ciò ti dona intero
questo venturo dí.
Ottav.
... Troppo ei mi dona. —
Vanne, a lui torna: e pregalo, ch'ei venga
quí con Poppea. Narrar vo' solo ad essi
i miei tanti delitti: altro non chieggo:
tanto impetrami; va. Dell'onta mia
lieta a gioir venga Poppea; l'aspetto.
SCENA QUARTA
Ottavia, Seneca.
Seneca
E che vuoi far?
Ottav.
Morir; sugli occhi loro.