— È molto strano tanto vostro interessamento per quel signore!

L’Arpione ebbe un lampo nelle fosche pupille, fece una mossa, come di chi, sentendosi assalire, si prepara a vigorosa difesa e rispose asciutto, insolente:

— Strano o no, esso esiste davvero, e poichè ha buoni mezzi in mano la vincerà ad ogni costo.

— Chi sa! — esclamò la giovinetta, per impulso subitaneo dell’istinto, per improvvisa, impensata ispirazione d’un presentimento.

L’usuraio balzò con un guizzo presso presso alla fanciulla; i suoi occhi scintillavano come due carboni accesi su cui si soffia; tutte le infinite minutissime rughe del suo volto s’agitatavano in un fremito, la voce gli tremava:

— Come! — gridò: — perchè ho avuto la dabbenaggine di lasciare nelle sue mani quella carta, Ella ne abuserebbe?...

La contessina gli troncò la parola con un grido d’indignazione.

— Miserabile! — esclamò, coprendolo con uno sguardo di sommo disprezzo, — di che cosa ardite sospettare una Sangré?

Matteo chinò gli occhi e il capo innanzi a quello sguardo che lo fulminava.

— Oh no.... non dico... — balbettò confuso; — non voglio dire... mi perdoni....