Il conte andò sollecito innanzi alla madre, le inchinò dinanzi le sue spalline da maggiore, il suo petto fregiato della medaglia al valor militare, che si era guadagnata in Crimea, il capo ordinariamente eretto con altiera sicurezza innanzi a tutti; le prese la destra che ella gli porgeva e la baciò con reverenza piena pure d’affetto.

— Madre mia, — le disse, — la rivedo con gioia in buona salute.

Essa lasciò che il figliuolo le baciasse la mano e pronunciasse quelle parole: il suo sguardo e le labbra dicevano sempre la tenera letizia del suo cuore in quel momento, poi per la mano con cui Ernesto stringeva quella di lei, la madre trasse a sè il figlio, lo serrò al suo petto, lo baciò sulla fronte e sulle guancie, e facendo posare il capo di lui sulla sua spalla, in quell’amoroso amplesso disse, guardando con occhio inumidito il ritratto dell’estinto:

— Che tu sia il benvenuto, figliuol mio: il benvenuto in questa casa che è la tua, in questo giorno che è ora per noi il più triste e il più solenne!

Ernesto si rialzò commosso, per un minuto non potè parlare; le labbra gli tremolavano.

— Grazie, madre mia!... — Non seppe dir altro; e poi presa alle due mani la sorella, senza parlare, la trasse a sè, l’abbracciò e la baciò con profonda commozione, con infinita tenerezza.

Giulio s’era fermato con rispettosa timidezza sulla soglia, quasi pauroso di turbare colla sua presenza quel primo sfogo di domestici affetti: e fu la contessa Adelaide la prima, non che lo vedesse, ma che lo invitasse ad avanzarsi. Il giovane s’accostò alla zia, le baciò ancor egli la mano, domandandole nuove della salute, e poi si volse alla cugina, che Ernesto aveva lasciata libera del suo affettuosissimo amplesso.

— Addio, Albina: — le disse: — tu stai bene?

Le parole erano le solite che sono in bocca anche dei più indifferenti; ma nell’accento con cui erano pronunziate vibrava l’emozione di un affetto così intenso, così pieno, così potente, che qualunque donna l’avrebbe potuto avvertire; pensiamo un poco se non doveva accorgersene Albina, la quale aveva una tanta finezza di percezione, tanta delicatezza di sentimenti!

— Grazie! — ella rispose: — e tu pure?