Il marchese Respetti gli aveva pur detto che un Sangré non si sarebbe battuto con tale su cui pesavano tali accuse. Potevasi approfittare di questa dilazione e spingerlo a recarsi, per esempio, a Genova dal nobile e generoso suo amico il conte Ernesto a domandargli patrocinio e difesa; egli frattanto sarebbe corso eziandio colà di nascosto da Alfredo, avrebbe visto segretamente il maggiore, lo avrebbe pregato e supplicato, e ne conosceva abbastanza la generosa bontà da poter sperare che l’avrebbe aiutato nell’opera pietosa di nascondere ad Alfredo una verità ch’egli troppo temeva l’avrebbe ucciso. L’uomo che s’annega, dice il proverbio, s’afferra ai rasoi; e questo, che era pure un mezzo di poco probabile riuscita, parve al misero vecchio una trovata felice e aveva un’ansiosa impazienza di metterla in atto e il tempo gli pareva troppo lungo a passare, e appena venuto il giorno, spinto eziandio dal vivo, pungente desiderio di aver notizie dello stato in cui trovavasi quel giovane, che era l’unico, potentissimo amor suo, mosse sollecito verso l’abitazione d’Alfredo.

Ma vieppiù si accostava a quella meta e più sentiva sminuirsi il coraggio, la speranza, la confidenza. A un punto ebbe una vera paura a comparire innanzi al giovane. L’impudente audacia armata di menzogna e rincalzata di mala fede senza scrupoli, che aveva sempre pronta per qualunque più rischiosa attinenza con ogni altro, ora lo aveva abbandonato del tutto e lo lasciava debole, incapace e tremante, mezzo stupidito. Aveva rallentato man mano il passo: ora si fermò; i piedi gli parevano essersi piantati in terra; lottava fiacco contro lo sgomento e la vergogna; sarebbe fuggito, se in quella il domestico, mandato da Alfredo in cerca appunto di lui, non lo avesse visto e con sollecitudine accostato.

— Giusto Lei, — gli disse; — andavo appunto a casa sua. Il conte la vuole subito subito, e l’aspetta con grande impazienza.

— Ah si? — fece il vecchio senza muoversi. — Anch’io era avviato da lui.

— Benissimo! Dunque andiamo.

Matteo non si mosse ancora.

— E il conte, — disse, come cercando le parole, — sta bene?

— Poco bene, — rispose il domestico; — anzi direi addirittura che sta male.

Il vecchio si riscosse tutto; guardò bene in faccia il domestico e ripetè come un’eco, ma un’eco che ci mettesse di suo l’espressione del dolore:

— Male!