— E perchè questa supposizione? se fu moglie legittima ci deve pur essere atto di matrimonio.

— Non posso dirle nulla.... È un segreto.... Ho giurato solennemente di non palesarlo.

— E il nome di questa donna?

— Si chiamava Giuseppina anche lei...

— Ma la famiglia?

— Ho giurato di tacere anche questo.

— Ma nessun giuramento, disgraziato, può esimervi ora dal parlare.... Lo esigo, ne ho il diritto... M’agito ciecamente in un mistero che il mondo mi appone ad infamia; voi potete arrecare la luce, potete provarmi se ho il diritto di stare a fronte d’un uomo d’onore, e vorreste tacere? No, no per Dio! Ad ogni costo, per l’anima mia, per tutto quello che ho sofferto e che soffro, voi parlerete.

S’avanzò di nuovo minaccioso verso l’usuraio.

— No... — balbettava questi: — senta... Sa che cos’è un giuramento.... Non posso in coscienza... almeno adesso... qui... subito... Lasci che ci pensi su.

— Per avvolgermi in nuovi inganni? No: parlerete subito.