— Sì, è vero, Giulio, com’è vero che siamo qui ambedue fronte a fronte, come credo vero il tuo amore per me.
— Oh questo!... — gridò il giovane con espressione che fece sorridere la fanciulla.
— Il cielo ha avuto compassione di noi, — continuava essa, — non ha voluto che si compisse il sacrificio che io imponeva a te e a me stessa; dileguò a un tratto un crudele inganno che ci faceva credere alla necessità d’essere disuniti.
— Ah! un inganno crudele davvero! — interruppe Giulio. — E posso io ora conoscerlo?
— No: — rispose Albina con amorevole serietà. — Il segreto non è mio, non posso quindi comunicartelo. Bisogna che tu abbi pazienza.
— Pazienza facile ad aversi! — esclamò il giovane. — Ottengo soddisfatto il mio più ardente desiderio: che m’importa il resto?
E la ragazza scherzosa:
— Non t’importa forse neppure il sapere quando e come si compiranno le solennità per cui rimarranno uniti i nostri destini?
— Oh questo sì! — proruppe vivacemente Giulio, mentre s’accresceva nelle sue pupille il lieto scintillìo. — Quando? quando?
— Non so se a te piacerà quello che piacerebbe a me ed anche ai miei...