Ernesto scosse il capo sorridendo.
— Troppo pari perfino! — disse: — ad ogni modo andiamo a parlare di tutto questo alla mamma.
VII.
Quando i due fratelli entrarono nel gabinetto della madre, insieme con lei era il marchese Respetti, il quale, appena ebbe inteso come i figliuoli volessero parlare di cose famigliari alla contessa Adelaide, si alzò a toglier congedo; ma Ernesto ed Enrico vivamente e poi la contessa medesima, affermando che alla trattazione di interessi domestici che avrebbe avuto luogo era anzi opportuna la presenza d’un parente così affezionato e di un amico tanto amorevole e di buon consiglio qual’era il marchese, lo pregarono di rimanere, ed egli acconsentì.
Ernesto espose succintamente il colloquio avuto con Alfredo di Camporolle; la contessa Adelaide non mostrò molto entusiasmo per quella proposta di matrimonio; il marchese, prima ancora d’aprir bocca, manifestò coll’espressione del suo volto che tal proposta non gli piaceva affatto, e interrogato poi direttamente dalla madre di Albina, rispose che egli per allora, non aveva certo alcun grave appunto a fare a quel giovane, ma che, da quanto ne aveva appreso, trovava che c’era intorno alla sua origine un po’ di buio, cui sperava poter fra poco penetrare; consigliava quindi a volere almeno indugiare la risposta finchè egli avesse avute quelle ulteriori informazioni. Soggiungeva che, inoltre, egli aveva pure un altro partito dà proporre per Albina, il quale credeva che non avrebbe dovuto riuscire discaro a nessuno, e senza farsi troppo pregare a dire chi fosse questo partito, svelò essere quello di Giulio.
Fu un’esclamazione ed un riso da parte dei due fratelli Sangré che dissero come da loro eziandio stava per venire proposto quel medesimo; e sorrise anche compiacentemente la madre, a cui era pure talvolta balenata l’idea di codesta unione. La causa di Giulio pareva vinta ed assicurata.
— Non ci sarà da far altro che consultare Albina: — disse la contessa.
— Oh questo sì: — appoggiò Ernesto. — La mamma ha ragione, e il giudice ultimo in questa faccenda deve esser lei. Ma non credo che abbia ad essere di parere diverso dal nostro.
— Pensare che quel povero Giulio non aveva che da aprir bocca, — esclamò Respetti, — e lui taceva, soffriva, dimagrava...
— E scriveva a me niente meno che di voler partire per l’America.