— Oggi stesso parlerò ad Albina, — conchiuse la madre, — e il destino di Giulio sarà deciso.

E la sorte volle che prima ancora dell’intromissione materna, i due giovani riuscissero finalmente ad intendersela fra di loro.

Il marchese Respetti, nell’anticamera, uscendo dall’appartamento della contessa, s’incontrava con Giulio, lo prendeva pel braccio e lo conduceva seco nella sala per potergli subito dire le buone nuove.

— Dunque allegro, mio caro Giulio, tutto va bene.

Il giovane tremava dall’emozione.

— Ah! parla! parla!...

— Il conte di Camporolle ha domandato la mano di Albina...

Giulio si lasciò cadere seduto, bianco come un cencio.

— È questo che va bene? — balbettò smarrito.

— Lasciami terminare, e vedrai: — continuò Respetti sorridendo. — Ciò ha dato a me occasione di parlare del tuo amore alla contessa e ai due figliuoli, e ho trovato che ciascuno de’ miei ascoltatori era disposto in tuo favore per lo meno altrettanto quanto lo sono io.