— È quel che m’ha detto anche Ernesto...
— Vedi bene, allora, che il consiglio è buono...
— Ma non oserò mai... Piuttosto le scriverò...
Scrivere è qualche cosa; ma il parlare in queste faccende è sempre meglio. Chi vi ascolta vede il vostro pallore, la vostra emozione, sente il tremito della vostra voce, e riceve dalle parole che sgorgano vive dal labbro più sicura e più profonda impressione.
— Sì, sì, forse hai ragione; ma...
Il resto dell’obbiezione non potè venir fuori, perchè il buon Giulio rimase lì a bocca aperta, alla vista di Albina che, col suo passo leggero e il portamento leggiadro, entrava nel salone.
— Buono! — disse piano Respetti al giovane. — Vedi che anche la fortuna ti vuol bene. Su, coraggio, e non lasciarla scappare: parla subito.
Giulio balbettò qualche parola che nessuno comprese.
Albina s’era avvicinata ai due cugini serena, sorridente, colla sua graziosa semplicità, colla sua ingenua eleganza.
— Vi disturbo forse chè eravate qui a parlare così animatamente con aria da congiurati? Non temete: sono venuta a prendermi solamente questo telaino da ricamo e vi lascio subito...