— Quella carta? — domandò con voce soffocata. — Che cosa ne farete?

— La rimetterò nelle sue mani in compenso della solenne sua promessa.

Albina si premette gli occhi per ricacciarne indietro le lagrime; si premette il cuore per contenerne il palpito doloroso; tese la destra verso l’usuraio e disse con accento di comando:

— Datemela!

— Ora? Subito?

Ella ripetè seccamente, ma con maggiore imperiosità:

— Datemi quella carta!

Matteo, dominato, soggiogato, s’inchinò, trasse fuori il portafogli, ne levò quel pezzo di carta, e tenendolo in mano esitante, dubbioso, incerto, disse:

— Eccola, ma...

Albina gliela strappò di mano.