— Sempre! — ripetè con un grido di dolore il giovane.
— Tu m’ami, e bisogna che tu t’allontani da me, e non mi veda più... almeno per lungo, lungo, tempo...
— O Albina!
— Io t’amo... sì t’amo... e bisogna ch’io prenda il nome d’un altro...
Giulio soffocò fra i denti una parola che pareva quasi una bestemmia.
— Un altro! — gridò: — tu sarai d’un altro! E quest’altro, lo indovino, sarà il conte di Camporolle?...
Albina curvò mestamente il capo.
— E non l’ami colui?... Tu puoi giurarmi che non l’ami?
Ella sollevò vivamente la testa e fissò franca e sicura i suoi occhi in quelli di lui.
— No, — rispose, — non l’amo: ama te, te solo Giulio.