—Non aspettarmi sai, Lisa, diceva intanto il marito, guarda che te lo proibisco!… Non so a che ora mi sarà possibile rientrare… già farò di tutto per isbrigarmi presto… ma in ogni modo, guai a te, se non ti trovo placidamente addormentata.

La moglie lo accompagnò fino al pianerottolo.

—Copriti bene, gli diceva con infinita amorevolezza, e non istancarti di troppo, che, per carità, non avessi poi da patirne; ed anche in mezzo a tutta quella folla, a tante belle signore, a tanto chiasso, pensa un poco anche a me.

—Forse ch'io ti possa dimenticar mai, anima mia? rispose con accento di sincero affetto il marito; e datole ancora un caldo bacio partivasi, mentr'ella tornava nel salotto.

Biale aveva guardato dietro suo genero che s'allontanava, tentennando un pochino la testa.

—In fondo è un buon diavolo, diss'egli, ma sarà sempre un ragazzo.

Lisa tornò con una lieve mestizia espressa nelle sembianze, la quale però sotto lo sguardo del padre si dileguò ben tosto.

Selva quindi, sollecitato dal signor Carlo, espose ciò di che era venuto a pregarli; volessero cioè raccomandare al genero e marito di procurare un posto nella banca a Vanardi, del quale Giovanni raccontò le misere condizioni. Il capitano e la sua figliuola presero il maggior interesse pel povero pittore; e l'intesa fu che Selva mandasse egli stesso poi il suo raccomandato agli uffici del signor Bancone con un suo biglietto per Pannini, al quale la mattina seguente il suocero e la moglie parlerebbero con tutto calore in pro' di quell'infelice.

XII.

Il domattina Selva s'affrettava verso la dimora di Vanardi a portargli la novella, che il signor Biale aveva assunto di raccomandarlo, e la sua lettera ch'egli doveva consegnare a Pannini.