A questo punto Antonio levò fieramente il capo.

—Mio zio! diss'egli, questo è troppo…

Ma l'altro senza lasciarlo parlare:

—Vada via, vada via. Non la voglio sentire, non la voglio vedere…

E come Antonio insisteva, il droghiere con più calore:

—Vada, o la faccio cacciar fuori dai miei garzoni.

—Vado, vado: gridò Antonio, pallido per ira; ma badi bene, signor zio, che di questo indegno trattamento a mio riguardo avrà da pentirsi un giorno.

Ed uscì ratto, chiudendo con violenza l'uscio dietro di sè. Corse a casa sua in uno stato d'animo che è più facile immaginare che dire; e trovò Giovanni che veniva a dirgli il risultato della sua visita al signor Marone, ed a domandargli quello del colloquio di lui con Pannini.

Ma Vanardi era sì commosso che non potè discorrere d'altro, finchè non ebbe contato con ogni più minuta particolarità la scena avvenuta collo zio, e non ebbe dato colle sue parole un po' di sfogo allo sdegno ed al dolore che lo travagliavano per quella disgustosa vicenda.

Selva si adoperò colle migliori e più amichevoli ragioni che seppe trovare a versare alcun conforto nel povero afflitto, e la Rosina invece non si occupò che di staccar moccoli all'indirizzo di quel birbone spietato d'uno zio.