Marone volse sul suo interlocutore uno sguardo che voleva essere scrutativo ed era sospettoso:
—Non so che cosa possa esservi da trattare fra me e il signor Vanardi fuori della pigione ch'egli mi deve ed è gran tempo mi paghi… Se gli è di ciò che lei è incaricato, la cosa sarà presto fatta…
—Sì, parleremo anche della pigione, poichè lei signor Marone può essere in caso di somministrare al mio amico i mezzi di pagarla.
—Di grazia si spieghi.
—Ecco! Jeri ella è andata colà in compagnia d'un signore che manifestò il desiderio d'acquistare quel ritratto di donna che Vanardi possiede. Come lei sa, o non sa, e allora glie lo dico io, quella tela è di molto preziosa pel mio amico, tanto che non si deciderebbe a venderla se l'inesorabile necessità non ve lo spingesse…..
—Egli dunque si è deciso a venderla? interruppe Marone con qualche interesse.
—Sì, ma solamente quando da questa vendita che assai gli duole, egli possa ricavare quel buon profitto onde abbisogna.
—Bene! Vanardi mi faccia sapere le sue intenzioni; me le dica lei stesso signor Selva se le conosce, ed io guarderò d'aggiustar la faccenda.
—Scusi: ma ci piacerebbe di meglio aggiustarla noi la faccenda direttamente col compratore.
—Come sarebbe a dire? Si diffida di me?