—Niente affatto; ma siccome da una parte noi si tiene molto a quel quadro, dall'altra quel cotale ha mostrato assai desiderio di averlo, si desidererebbe trovarsi a fronte di quel signore per fargli capire che non altrimenti ci acconcieremo a spossessarci di siffatto oggetto se non ce ne viene offerto un prezzo che assesti i nostri affari, cominciando da quella benedetta pigione che dobbiamo a lei. Gli è per ciò che son venuto a domandarle, caro signor Marone, di volermi indicare dove e come potrei trovare l'uomo in quistione.

—Che cosa importa parlare con uno piuttosto che con un altro? Le dico che se comunicano a me le loro condizioni io guarderò d'ingegnarmi…

—No signore. A noi c'importa cotanto di trattar noi medesimi col compratore che questa la è una condizione sine qua non.

—E se quel compratore fossi io stesso?

Selva fece un movimento di profonda incredulità.

—Lei? Finora la fu così poco amante di oggetti artistici che non saprei proprio immaginare qual pregio potesse mettere a quel ritratto d'una persona ch'ella non ha conosciuta. Quell'altro invece, quello sconosciuto che con lei andò in casa il mio amico, può avere alcuna sua ragione particolare per volere in sue mani quel quadro; e perciò noi potremmo intenderci con esso a molto miglior vantaggio da nostra parte. La mi faccia dunque questo piacere, signor Marone, di indicarmi la dimora e il nome di colui.

Allora Marone, tergiversando, rispose che questo sconosciuto non era altro che un perito estimatore di oggetti d'arte: voler egli essere schietto del tutto, e quindi confessare al signor Selva, come al vedere quella tela incorniciata fosse colpito dal pensiero che la poteva essere di qualche valore, da assicurargli il pagamento del suo credito verso il pittore; perciò essersene interessato, perciò soltanto aver voluto esaminarla di meglio, perciò avervi condotto di poi a vederla un intelligente di pittura per sapere s'egli non era in inganno. Codesto intelligente, che non era da cercarsi se fosse Tizio, Caio o Sempronio, avendo trovato che quella tela aveva un certo valore, Marone si dichiarava pronto ad entrare in trattative per comperarla, senza che altri più ci si avessero da tramezzare.

—Come tu vedi, conchiudeva Giovanni, da quel birbo, per ora, non c'è da tirarne nulla. L'ho mandato a benedire e me ne andai pei fatti miei. Sono convinto che gli è Orsacchio quell'uomo ch'egli ha menato qui, ma che gli ha promesso di tacere ad ogni modo.

—E dunque, esclamò Vanardi con doloroso disappunto, non potremo venir mai in chiaro di nulla?

—Quanto a ciò non ho ancora perduto ogni speranza. Orsacchio ha visto quel quadro e sono persuaso che vorrà possederlo ad ogni costo. E per mezzo di Marone di nuovo, o per altro modo, tornerà all'assalto senza fallo, e noi potremo forse averne qualche bandolo da guidarci in questo intrico allo scoprimento della verità. Frattanto, mio caro Antonio, non dimentica i tuoi propri affari, che hanno pure così bisogno tu ci provveda; vanne subito subito al palazzo Bancone in cerca del signor Pannini.