—È un uomo che ci ha detto di darle subito questa carta.

E porgeva verso il banchiere un foglio ripiegato.

Bancone crollò le spalle.

—Che mi venite a disturbare adesso? Sapete che voglio esser lasciato tranquillo in questi momenti.

—Scusi: ma quell'uomo ha insistito tanto, ha detto che premeva di molto.

—Uhm! Qualche seccatura… Vediamo.

Prese il foglio, lo spiegò, inforcò sul naso gli occhiali a molla e scorse lo scritto con aria disdegnosa, che si fece tale sempre più.

—Un miserabile che domanda l'elemosina, diss'egli poi, e che viene a contarmi una lunga storia di sciagure capitategli, di malattie e che so io…

Il servo commise l'impertinenza di frammettersi nel discorso.

—Ha un aspetto che fa veramente compassione, diss'egli; pare il ritratto della fame, e raccomandandosi perchè recassimo a lei quel foglio non poteva frenar le lagrime.