Bancone si arrovesciò a suo modo sul seggiolone, e illuminando la sua larga faccia melensa d'un sorriso beato di compiacente abbandono, disse anch'egli con degnazione di principe in baldoria:

—Suvvia, sentiamo. Parli pure, dottore, e voi altri bevete, che diavolo!

Lo Sciampagna tornò a spumeggiare nelle coppe, e Lombrichi, inumiditosi le labbra e la gola, incominciò:

—Un giorno il nostro caro ed illustre ospite fu ad assistere alla distribuzione dei premi delle allieve della scuola di ballo…

—È una funzione a cui non manco mai: interruppe Bancone stuzzicandosi i denti con un piumino d'oca appuntato.

—Ella è così amante e protettore dell'arte e degli artisti! disse uno dei convitati, facendo la dedica dell'adulazione con un inchino.

Lombrichi continuava:

—Colà il suo occhio cadde per caso sopra una povera fanciulla di quattordici o quindici anni appena, che tutto timida e vergognosa si serrava alla madre e quasi pareva cercar di nascondersi: ed era perchè madre e figliuola per la loro povertà vestivano così miseramente che non osavano affatto lasciarsi scorgere. Nell'animo pietoso del nostro caro signor Bancone nacque di botto un grande interesse per quella poveretta….

Il milionario interruppe ancora per dire con tutta la franchezza d'un vecchio libertino senza pudore:

—Quella birbona di Fifina aveva un'aria così originale, sotto la sua spettinatura e con quel miserabile scialletto tirato intorno alle sue spalluccie!… Un altro non le avrebbe badato; ma non si è già conoscitori per nulla! Io indovinai in essa la stoffa d'un bel tôcco di grazia di Dio e…. Ma parli lei, dottore, poichè è così bene informato de' fatti miei.