—Il signor Bancone si accostò alla madre ed alla figliuola ed avviò con loro il discorso. Quella poveretta, un momento prima oggetto di compassione e di disprezzo di tutte le sue compagne, cominciò ad esser tosto per esse cagione d'invidia. Il generoso mecenate, udite le triste condizioni in cui quelle donne si trovavano, loro non promise ma subito accordò la sua protezione. Procurò loro un conveniente alloggio, le rifornì di quanto abbisognavano, pagò alla giovane maestri della sua arte perchè la potesse meglio progredire; breve, ne fece una delle prime, delle più nominate, delle più applaudite ballerine del nostro teatro; ed ora l'avventurata ha cavalli e carrozza ed abbigliamenti che offuscano le più splendide acconciature delle donne più eleganti. Se questa non è più che generosa beneficenza, io non so più che nome darle.

Il solito coro non mancò al dovere di esclamare la sua ammirazione.

—Oh, oh! disse il banchiere, e tutti fecero silenzio; quella biricchina mi costa abbastanza caro: un occhio della testa. Ancora questa mattina ho ricevuto per lei da Parigi una collana che ho pagata cinque mila lire…. Essa ne aveva vista una simile nella vetrina del gioielliere di corte e le era piaciuta tanto che ad ogni modo mi toccò prometterle d'andargliela a comperare. Ma vedete fatalità: il gioielliere l'aveva venduta giusto pochi momenti prima ch'io entrassi. Fifina all'udir codesto diede in ismanie, come fa lei, e dovetti giurarle che glie ne avrei fatta venire una affatto compagna da Parigi, donde veniva quella prima, perchè qui era affatto impossibile trovarla. Mi è arrivata questa mattina e stassera la farò ben contenta, quella matta…. Appunto voglio farvelo vedere questo bel gioiello. Ehi (comandò ad uno dei domestici) andate nella mia camera da letto, prendete quella busta di marocchino rosso che c'è sul cassettone e portatemela qui.

Due minuti dopo la busta domandata era rimessa nelle mani del padrone, il quale l'aprì e fece sfolgorare agli occhi dei convitati l'oro e le gemme d'un'elegantissima collana.

Tutti acclamarono alla magnificenza di quel gioiello.

Bancone lo prese per l'un dei capi e lo sollevò in aria a farvi rompere e riflettere i raggi della luce a tutti gli angoli e le faccette smaglianti; fu tutto uno scintillio.

—Che si che va ad esser contenta quella birbona! disse con un suo grasso riso il milionario, compiacendosi nel mirare quella cascatella d'oro ingemmato. Mi par già di vederla batter le mani e saltarmi al collo e fare una pirovetta per la stanza. E come la farà bella figura, scollacciata, con questa roba intorno al suo bel collo sottile!…

Gustavo Pannini guardava con occhio che avreste detto invidioso lo sfavillare di quel prezioso oggetto, e un sospiro soffocato gli sfuggiva dalle labbra. L'infelice pensava quanto più bella sarebbe stata la sua Lisa con un simile ornamento, e si doleva seco stesso di non essere in grado di far egli alla sua brava, buona e legittima donna quel regalo che il fastoso principale prodigava al sorriso d'una traviata ed alla capriola d'una ballerina.

—Ciò vuol dire, saltò fuori allora col suo sorriso malizioso il dottor Lombrichi, che di queste stupende collane ve ne saranno due nella nostra città. Sarei curioso di sapere qual sia l'altra donna che sarà compagna alla Fifina nel possedere un sì bel gioiello.

—È una curiosità che le posso levare io stesso, signor dottore: rispose Bancone riponendo nella busta la collana. È la moglie di Sgritti.