—Ed io vi do una novella ancora più importante a questo riguardo. Padule abbandona la mia banca per passare nella medesima qualità in quella di Sgritti.
—Buona sera! esclamò Lombrichi. L'assedio di Padule è finito: eccolo entrato nella fortezza.
—Il nemico si sarà reso a discrezione.
—E il marito pagherà le spese della guerra.
Bancone rise sgangheratamente di questa stupida facezia.
—Ma no, ma no, diss'egli poi. Quel buon uomo di Sgritti sarà quello che in ciò guadagnerà di meglio. Certamente voi sapete che con tutta l'importanza che si dà, egli è un babbeo che non capisce nulla di nulla. Padule farà camminare i suoi affari con molto maggior intelligenza…
—Terrà il posto del principale alla Banca e presso la signora: disse
Lombrichi che si piccava di smaltir delle arguzie.
—E a lei, signor Bancone, non rincresce venir privo d'un così buon commesso?
Il banchiere crollò le spalle disdegnosamente.
—Oh, io non ho bisogno che nessuno pensi, immagini e provveda per me. Non ho bisogno io che di fedeli ed esatti esecutori dei miei disegni e della mia volontà, e da questo lato Padule è facilmente surrogabile.