—Ma come fare? come fare? dimandava Antonio parlando a sè stesso.
—Come fare? ripigliava stizzosa la Rosina. Sta a vedere che ha da essere la donna a trar d'impiccio un omaccione di quel calibro… Ma gli è da lungo tempo che ci avresti dovuto pensare e provvedere… e non aspettare che si fosse proprio allo stremo come siam'ora… Via, sta buono, Carlinuccio… oh, oh, oh, il bel cuorino… fa la nanna, via ghiottoncello… sì, carino, sì bellino… che il diavolo lo porti; questo maledetto è il fistolo, tant'è fastidioso!
E tornava a cantare per acchetarlo.
—Papà, ho fame! gridava il primo dei fanciulli.
—Sta zitto. La mamma ti ha messo in penitenza… Non avrai da colazione.
—Ih! ih! ih! Io ho fame, io…
—Ed anch'io, ed anch'io; gridavano gli altri due marmocchi.
—Volete finirla? sclamava la madre.
—Ih! ih! ih!…
E i tre ragazzi piangevano di conserva e della più bella.