E tese la sua mano larga e robusta ad Antonio che con rispettosa peritanza ci pose dentro la punta delle sue dita. Salicotto le serrò forte, e le scosse più forte all'usanza inglese.
—Or dunque parli.
Antonio si sentì il sudore spuntargli a goccie alle radici dei capelli; ma si fece forza, chiamò in aiuto tutta la sua risoluzione e cominciò non senza fremito nella voce il racconto delle sue sventure.
Salicotto lo ascoltò molto attento e raccolto, senza interromperlo mai e senza guardarlo in faccia pur una volta; ma egli mostrava interessarsi in sommo grado a quell'Odissea. Scuoteva la testa, moveva le mani, mandava sospiri a seconda, come uomo che è padroneggiato da profonda emozione. Quando Antonio ebbe finito, gli prese la destra non con una, ma con tuttedue le mani, glie la serrò più forte che prima, glie la tenne così fra le sue un cinque minuti e disse con accento d'uomo che per la compassione fosse lì lì per iscoppiare in pianto:
—Poverino! Quanta sventura e quanto coraggio! Oh come io ne la ammiro! La vede. Gli stenti del povero sono per me qualche cosa di grande, di sublime, ciò che vi ha di più sublime sopra la terra. Tutte le pompe del mondo, tutti gli sbarbagli della ricchezza non valgono a farmi stimare un uomo più che i cenci della miseria coraggiosamente sopportati. I ricchi!… Oh i ricchi!… Conviene perdonarli, perchè anche loro ci sono fratelli; ma l'organismo attuale della società ne fa tanti oppressori di noi povera gente. La vede. La società va rimutata da capo a fondo. Conviene che il voto di Enrico IV di Francia sia una realtà in tutto il mondo, per tutto il genere umano: che ciascuno abbia ogni giorno che Dio manda un pollo nella sua pentola. Ecco il mio programma! Io studio con tutta la potenza del mio animo, con tutta la forza del mio ingegno ad ottenere questo risultamento. Ha ella per caso letto i miei scritti? Le presterò, se vuole, la raccolta completa del mio giornale. Vedrà come dal primo numero a quello di ieri ho combattuto e combatto in favore delle classi diseredate. Sono un missionario, sono un apostolo dell'avvenire, sono l'avvocato dei poveri. Oh i poveri! Vorrei potere aprire le mie vene e dare tutto il mio sangue per farli ricchi. Io piango caldissime lagrime sulle loro sfortune: la vede. Che? Siamo tutti figliuoli d'Adamo, abbiamo tutti un'anima immortale; la nostra vita ha in tutti i medesimi bisogni, ed io dovrò stentare un boccone di pan nero, mentre il mio vicino mangia quaglie e beccafichi?
Prese fiato in mezzo alla declamazione di questa tirata, che aveva già ammanita le migliaia di volte in articoli ai suoi lettori.
—Che rimedio trovarci? La carità? Rimedio effimero: inutile, anzi dannoso palliativo: anche gli economisti la condannano. Senza contare che la è un'umiliazione della natura umana in chi la riceve. Però in circostanze straordinarie, per eccezione, via, l'ammetto ancor io. La vede. Pochi giorni sono un povero diavolo s'è tolto di vita lasciando una famiglia all'ultima miseria. Bene! Io ho tosto aperta nel mio giornale una sottoscrizione per venire in soccorso di quei poveretti, la quale ha già prodotto una considerevol somma. Sono fatto così io!… Ma gli è alle istituzioni, la vede, che bisogna domandare il rimedio; misure radicali ci vogliono, perchè la vera uguaglianza regni una volta sulla terra e quindi la vera fratellanza e la felicità umana. A questi principii ho consacrato tutto me stesso, e non ci fallirò per Dio!
S'alzò da sedere; e Antonio dovette imitarne l'esempio. Salicotto volse al soffitto il suo sguardo e si battè sul petto con aria ispirata.
—Non ci fallirò, finchè qui dentro palpiterà questo cuore, finchè un soffio di vita animerà queste membra.
Poi la sua voce si fece piagnucolosa.