—Sì, sì, ve lo prometto.

—Dio vi benedica, compare Matteo.

A che cosa il buon villano avrebbe impiegata quella mezz'ora che gli restava prima di andare a prendere la risposta scritta dal suo padrone? Se ne venne nella strada, guardando di qua e di là, come uno sfaccendato. Dallo speziale aveva appreso che nella casa precisamente di facciata abitava suo figlio; e quando egli giunse all'altezza di quel portone una forza superiore lo fece piantarsi là davanti, come se ci avesse da mettere le radici.

Da tanto tempo non aveva più visto quel figlio che in fondo al cuore gli era caro pur sempre! Chi sa che Tommaso non fosse pentito del suo fallo, e una sola parola di lui, il solo vederlo, non glie lo gettasse amoroso di nuovo fra le braccia! Senza un atto ben preciso di sua volontà, Matteo pur tutta via entrò sotto il portone, e come il portinaio che per caso usciva dalla sua loggia lo guardava con aria interrogativa, egli disse, quasi balbettando:

—Il signor Salicotto abita qui?

—Il cavaliere Salicotto, rispose il portinaio, sta al primo piano nobile.

Matteo salì le scale, suonò il campanello ed entrò nella casa del figliuolo con quella emozione che potete immaginarvi.

Il domestico, che lo aveva introdotto in quel salotto in cui abbiamo accompagnato Vanardi, passò nel gabinetto del padrone ad annunziargli che un contadino cercava di lui.

Tommaso, come soleva fare per ogni nuovo visitatore gli capitasse, se ne fece descrivere in digrosso le sembianze e il portamento. Il dubbio che potesse esser suo padre nacque di subito in lui; s'accostò cautamente all'uscio a vetri, e levò un poco una delle tendine per veder nel salotto. Al primo sguardo gettato su quel vecchio di cui l'impacciato contegno e il tremito delle mani che sostenevano il cappello dinotavano la commozione profonda, Tommaso lo riconobbe. Il primo pensiero di quel tristo, dello scellerato figliuolo, fu quello di farnelo rinviare dal servo; poi temette il vecchio rompesse in isdegnose parole che svelassero la verità e ne nascesse uno scandalo, disse adunque al servitore:

—Andate pure ai fatti vostri; farò venir qui fra un momento quell'uomo io stesso.