—Basta! gridò più forte il figliuolo. Ho il diritto a chicchessia m'oltraggi di mostrare la porta.
Matteo indietreggiò d'alcuni passi, innanzi al viso fosco del figliuolo.
—Voi mi scacciate! esclamò egli. E sia: ma il cielo…
—Si: interruppe Tommaso con rea ironia; facciamo il cielo giudice fra noi. Ci acconsento, e intanto la sia finita.
Il misero padre uscì dal gabinetto e dalla casa del figliuolo in quella guisa che vi ho narrato nell'altro capitolo. L'angoscia del suo cuore chi la potrebbe esprimere? Ma nel piangere fra le braccia del buon Vanardi che, senza pur conoscerlo, gli aveva mostrato tanta pietà, alcun sollievo n'era disceso all'anima del povero vecchio:
—Via, fatevi animo: dicevagli Antonio; venite meco, appoggiatevi al mio braccio; avete bisogno d'un qualche corroborante. Andiamo lì dallo speziale…
Ma l'idea di ricomparire innanzi ad Agapito in quel momento riuscì assai sgradevole all'ortolano.
—No, diss'egli, piantandosi in mezzo la strada. Non ho bisogno di nulla.
Il nostro pittore era così commosso della sciagura e del dolore del povero vecchio che non l'avrebbe lasciato andare per tutto l'oro del mondo.
—Sì, sì che avete bisogno di qualche cosa: insistette egli, venite dal liquorista a prendere almeno un bicchierino.