—Precisamente.

—Egli è appunto il mio padrone di cui debbo cercare.

—Ebbene, lo troverete lassù al sesto piano che grida come un dannato.

—Ma come fu? chiese Vanardi.

—È scivolato giù dalla scala. Il piede gli è smucciato sopra un ghiacciolo. Ti racconterò poi meglio la cosa. Ora corro in fretta a far venire una barella per trasportarlo e ad avvisare la serva di lui, perchè prepari l'occorrente.

E scappò via con tutta sollecitudine.

—Non avete di meglio a fare, disse Vanardi a Matteo, che venir su meco a vedere che cosa è capitato, poichè quello è il vostro padrone.

L'ortolano accettò il partito.

Ed ecco in che modo era avvenuta la disgrazia.

XIX.