—Ah! siete qui voi? disse a quest'ultimo Marone, il quale stava per essere sollevato a braccia dal giaciglio. Vedete in quale stato io sono ridotto… Ahi, ahi!… fate piano per carità!… Ditelo a chi vi ha mandato… e che per un poco non posso occuparmi nè di lui nè del quadro che gli preme…

Ma queste ultime parole gli erano appena sfuggite ch'egli, vedendo lì accosto anche Vanardi, si morse le labbra. Per Antonio queste parole non erano passate inavvertite.

Quando Marone fu portato fuori, e dietro di lui furono usciti lo speziale, il medico ed i curiosi, il pittore arrestò Matteo che voleva partirsi ancor esso.

—Una parola se vi aggrada, gli disse.

—Parli, parli pure: rispose il contadino con tutta premura.

—Scusate se v'interrogo, ma si tratta di cosa che mi preme assai. Voi siete stato mandato al vostro padrone da qualcheduno per cagione d'un quadro?

—Non so per che cosa sia. Il signore che appigiona la villa mi ha dato una lettera pel padrone e mi ha detto venissi giù a portargliela e ne aspettassi la risposta.

—Chi è questo signore?

—Il signor Nicolazzo.

Rosina, che era lì ad ascoltare, interruppe vivamente.