«—Ci avete bene la moglie?
«—Sì signore: dissi.
«—Mandatela lei colà, disse, e che aspetti in quella stanza, e quel giovinetto, disse, venga ad avvertirci quando tutto sia pronto.
«Fu fatto a suo senno. Teresa, che è mia moglie, andò su, e mentre s'aspettava il tornare di Gaspare, io aiutai il cocchiere a levare dalla carrozza i bauli. Nella carrozza nulla non si mosse mai, come se non vi fosse anima viva: quel mucchio di panni era sempre immobile. Quando Gaspare venne a dirci che si era in ordine, il signore pose il capo nell'interno della vettura e chiamò:—Gina!… Gina!…
—Ah! interruppe Vanardi con emozione, l'odi tu Giovanni? Non c'è più dubbio. Poscia, volgendosi a Matteo;—Era la moglie a cui dava questo nome?
—Sì signore: e la moglie era quel certo fascio di robe che ho detto. Nello stesso tempo che il marito la chiamava per nome, io avanzava il lucernino a fare un po' di lume. Al suono di quella voce, oppure a quel subito chiarore, la signora diede in un improvviso scossone e mandò un picciol grido, come spaventata. Vidi drizzarsi della persona una donna macilenta, pallida, con sembianze di sofferente, che girava intorno degli occhioni larghi, ardenti, come li vidi già a taluno che aveva le febbri nella testa e spauriti come quelli di uno spiritato.
—Poveretta! esclamò Antonio.
—Guardò essa il marito, mandò un altro grido e si ricacciò indietro rincantucciandosi, tremando, sclamando con voce rotta dallo spavento:—«No, no, lasciatemi.»—Il signor Nicolazzo se la prese con me—«Che fate voi qui? disse, niquitoso come un basilisco. Le avete scaraventato sulla faccia il vostro lume, disse, che l'avete fatta destarsi in soprassalto. Traetevi in là, disse, e non vi accostate più ch'io non vi chiami.» Ubbidii. E' si mise con mezzo il corpo nella carrozza e parlò tanto piano che non ne udii sillaba. Dopo un poco si drizzò e si rivolse verso di me e del garzone che stavamo chiotti chiotti, in un angolo:—«Venite qua, disse; bisogna levarla di là pian pianino, com'ella è, e trasportarla sul letto. La è svenuta, disse. È malata da lungo tempo, e la fatica del viaggio, disse, l'ha indebolita troppo più che non credessi.» Diedi il lume a Gaspare e la presi pianamente dov'ella era: la poverina non pesava guari più che un cuscino di piume; la portai su delle scale e il marito dietromi, fino alla stanza preparatale, dove Teresa stava aspettando.
«Ed ecco in che modo arrivarono. La carrozza se ne partì per donde ella era venuta, ed essi non si mossero mai più, senza che noi ne sapessimo altro…. Ah! soltanto pochi giorni sono, il signor Nicolazzo s'allontanò dalla villa e stette fuori un giorno: è la prima volta che ciò gli avvenne. Il padrone era venuto a riscuotere l'affitto, come fa ad ogni semestre; chè sono le sole occasioni in cui egli ci mette il piede; ed egli è la sola persona che ci venga. Adunque egli era venuto, e quando fu per ripartirne, il signor Nicolazzo venne da me e mi disse che si sarebbe allontanato per alcune ore—e se n'andò via diffatti col padrone—badassi bene alla casa ed a sua moglie, e le mandassi presso a custodirla la mia Teresa, perchè quella poverina avendo perso il ben dell'intelletto….
Antonio e Giovanni mandarono un'esclamazione.