—Bello sicuro… E quando la marchesa e' l'ha messa di peso nella carrozza, come io faccio di Carlinuccio per metterlo nella culla, e' sale di dietro su quel trespolino, e vi sta ritto, impettito, che vi fa la più bella vista del mondo. E che le male lingue gliene appiccan di sonagli, e di costei e di colei, e della moglie dell'oste, e della figlia del salumaio, e…
—Va bene, va bene: interruppe Vanardi; ma che ci avrei da fare io colla signora marchesa e col suo cacciatore?
—Sta a sentire. Ella fa carità a tutta la gente che a lei ricorre, e non v'è poveretto che entri colà dentro, il quale non esca con una bella manciata di denari… Se tu vestissi il tuo soprabito color marrone… il solo che te ne resta… e te le presentassi…
Antonio fece una smorfia.
—E che ti frulla adesso? Vorresti ch'io n'andassi a domandar l'elemosina? Piuttosto, piuttosto…
—Uh! uh! Ecco lì il superbioso!… Piuttosto lasciar schiattar moglie e figliuoli di fame neh?.. Di' che non vuoi far proprio nulla e che ti aspetti da neghittoso che ti piova la manna sulla bocca…
—Fa il piacere Rosina; non suonarmi di questo strumento, non sono fatto per codeste umiliazioni io. M'acconcerei prima a pormi sulla cantonata con una gerla sulle spalle; to', vedi quel che ti dico.
—Ed io ti ripeto che sei un basoso con delle scioccherie e dei fumi, null'altro… Oppure, se te ne paresse meglio, in faccia a noi, al secondo piano, dove vi sono quelle finestre sempre colle tendine sì accuratamente tirate ai cristalli, ci sta quell'uomo… quel grand'uomo… sai bene!… quel brutto, grosso, col capo insaccato nelle spalle, colla pelle del color del prosciutto… Ah! per brutto egli lo è daddovero… che lo chiamano fil… fal… fila… filo… com'è che si dice?… filanpetro…
—Filantropo.
—Giusto. Il quale vuole non ci sia più della povera gente, e che se badassero a lui tutti mangerebbero beccafichi, e che scrive giù un giornale, ma di quelli! su cui dice chiaro e tondo il con e il ron delle cose, come sono i signori che affamano i poveri diavoli, e che si dovrebbe…