—Sì che c'è qualche cosa… Ah! che indovino…. Tu hai saputo di quell'altro… tu lo hai visto….
Il marito mostrò colla sua emozione come bene la Teresa si fosse apposta, ma l'interruppe bruscamente.
—Per adesso lasciamo stare codesto; ne parleremo poi.
In quella entrò Gaspare.
—Sentite Matteo, diss'egli, c'è qui fuori il pigionante che v'aspetta e vuol parlarvi.
—Ah! disse l'ortolano levandosi in fretta: ei viene a cercar la risposta al suo biglietto; ed io bestia non mi ricordavo manco più di lui.
Uscì sollecito; il pigionante andò vivamente incontro all'ortolano, appena lo vide comparire.
—Ebbene? diss'egli: la lettera di Marone?
—Non ne ho di sorta: rispose Matteo.
Nicolazzo, o per meglio dire Orsacchio, perchè oramai per noi egli si cela invano sotto quel finto nome, alzò impetuosamente la testa, come cavallo che adombra e mandò un lampo dagli occhi.