—Come mai?
—Se vuol favorire un momento in mia casa… Qui fa un certo freddolino…
—No, interruppe il burbero, dite su, e siate spiccio.
Matteo contò più breve che seppe ciò che era accaduto a Marone;
Orsacchio mozzicò una bestemmia fra i denti.
—Converrà dunque che ci vada io stesso, diss'egli parlando a sè medesimo; poi volto a Matteo e facendogli un piccolo cenno del capo come a congedarlo, soggiunse: va bene.
L'ortolano fece un rispettoso saluto e stava per rientrare; il pigionante lo ritenne con una esclamazione:
—Ah! diss'egli: mia moglie sta peggio. Se lungo la notte avessi bisogno d'alcuno di voi, come dovrei fare?
—Mandi senz'altro la fante a picchiare al nostro uscio; qualcheduno di noi sentirà di sicuro, e ci affretteremo a' suoi cenni.
Ritornando nella cucina, Matteo disse di botto alla moglie:
—Madama Nicolazzo sta male, e il marito teme d'averci da chiamare sta notte.