—Ah! pur troppo il pover'uomo ha molto male: disse la donna fermandosi. Egli ieri ha avuto un gran colpo… Soffre, poveretto!…. Siamo ben disgraziati, cara la mia fanciulla.

—Voi? esclamò Anna. Voi così buoni e pietosi verso gli altri!

—Dio ci ha dato una gran croce… Pazienza!… Non restiamo più che noi due vecchi soli a volerci bene… Povero Matteo!… Ah! non fo bene a lasciarlo adesso per quell'altra, che in fin dei conti non mi è nulla di nulla.

Anna fu pronta a suggerire ciò che di certo passava per la mente della donna e che non osava manifestare.

—Se provassi a recarmi io in vostra vece presso quella signora? diss'ella. Di buona pazienza e di buona volontà per accudire ai malati oso assicurare che non ne manco.

—Ecchè! esclamò Teresa: voi ci andreste?

—Certo che sì. Solo che Gaspare mi venisse a guidarci.

—Siate benedetta, la mia brava figliuola! Possiamo tentare. Se poi la povera inferma non vi vuole nemmanco voi, allora vedremo… E può anche darsi che frattanto Matteo migliori, ed io possa andarci senza più scrupolo. Tu, Gaspare, va ed accompagna questa buona ragazza, e menala innanzi al signor Nicolazzo, e contagli il fatto, e digli che non ha da riguardarsi per niente a metterla intorno a sua moglie, che glielo affermo io e che gli è come se ci fossi io stessa. Voi, poi, mia cara figliuola, ci rendete un servizio proprio di quei famosi.

Anna e Gaspare uscirono. Nevicava tranquillamente: il vento aveva smesso e i fiocchi cadevano larghi, lenti, con una specie di silenzio solenne. La finestra della camera di Gina era aperta non ostante l'ora e la stagione, e l'infelice stava là, al davanzale, disfatte e sparse le chiome, nudo il collo, discinte al seno le vesti, alla fredda temperatura di quella notte d'inverno. Parlava con una volubilità straordinaria, ora sommesso, ora forte, ora lentamente, ora con una rapidità convulsa. La sua voce a volta a volta era un mesto sospiro, un grido di collera, un lamento, una imprecazione; ora la si sfogava in pianto tranquillo, ora rompeva in urla disperate. Ma quello che dicesse non poteva capirsi bene, cotanto erano affollate le parole, tanto molteplici, varie, intralciate le idee.

I due giovani studiarono il passo per attraversare il cortile, e furono in un attimo al palazzotto.