Il marito le fu primo dattorno, e presala alla vita, la sollevò e la trasse sopra un divano che era lì presso. Anna aveva visto per colà un fazzoletto ed afferratolo tosto, l'aveva immerso nell'acqua e ne veniva bagnando la fronte e le tempia della svenuta.

Dopo un poco, Gina aprì gli occhi e girò intorno uno sguardo smemorato ancora, ma non più dissennato. Vide prima d'ogni altro il marito, e se ne discostò ratta con immenso orrore. Avvisò accosto a sè dall'altra parte una donna, e senza nemmeno guardarla in viso, le si gettò fra le braccia, e nascondendole il volto in seno, esclamò in tono di commovente supplicazione:

—Salvatemi! salvatemi!

Ma Orsacchio sapeva che la crisi, una di quelle a cui l'infelice andava soggetta, era passata oramai, e quindi quel po' di ragione che era sopravvissuta ai colpi crudelissimi di tanti dolori, tornava a pigliare il governo della povera vittima. Le pose una mano sulla spalla e con accento pieno d'intenzioni, e quasi direi di minaccia, disse lentamente:

—Gina! ora la ti va meglio; tranquillati… Ora ben riconosci chi son io.

La misera, al tocco di quella mano, al suono di quella voce, s'era messa a tremare di tutte le sue membra. Quand'egli ebbe detto, ella rimase un poco senza muoversi, quasi meditasse seco stessa sulle parole di lui; poi rialzò lentamente la testa e guardò. Ma non si volse dalla parte dov'era Orsacchio; fissò alquanto Gaspare, il quale s'accorse in quel punto d'avere ancora piantato sulla nuca il suo cappellaccio, e se lo tolse di fretta facendo uno stupido sorriso ed un goffo inchino.

—Lasciatemi, diss'ella con fievol voce appena intelligibile.

Orsacchio commentò quella parola, mostrando la porta con un gesto che non aveva mestieri d'ulteriore spiegazione.

Gaspare non se lo fece ripetere, e scomparve guizzando via fra i battenti semichiusi dell'uscio.

Anna, a cui l'inferma si teneva ancora abbracciata senza badarci, capì che quest'atto del marito era un comando anche per lei, e fece a spiccarsi dalla poveretta. L'attenzione di costei da questo moto fu tratta a quella donna che essa non aveva ancora neppure guardata. Stupì nel vedere una persona che non conosceva; ma sulla faccia di questa persona c'era tanta benevolenza, tanta generosa pietà, tanto interessamento per lei, che la povera Gina ne fu tocca di botto. E come la ragazza voleva dipartirsi, l'ammalata la ritenne dolcemente e le disse con ineffabile tenerezza, guardandola fiso, e, per così dire, bevendo cogli occhi la simpatia dal volto di lei: