—Vi ho già vista alcune volte io? Mi par di no… Se non vi riconosco bisogna perdonarmelo… Ho tante cose nella mia povera testa… Non domandatemi quali, perchè non ve le direi… Oh no certamente… l'ho promesso… Siete forse la figliuola di Teresa? È una molto buona donna Teresa, e le voglio bene… Vorrò bene anche a voi se ne vorrete a me… I vostri occhi mi piacciono… Come vi chiamate?
—Anna.
—Anna: ripetè l'infelice chinando il capo in atto di meditazione: non ho mai sentito questo nome… Dite, mi vorrete bene?
La giovane levò le mani pallide e macilenti di Gina all'altezza delle sue labbra e le baciò con effusione.
—Oh sì, diss'ella, tanto, tanto!
Gina liberò le sue mani e le battè palma a palma con gioia fanciullesca.
—Brava! staremo insieme, sempre insieme. Vi torna? Ne ho tanto bisogno! Io sono sempre sola con…. Zitto! Non parliamo di ciò…. Saremo amiche… Ne avevo una di amiche…. Come la mi amava!… Mi hanno detto che è morta.
E due lagrime silenziose le vennero agli occhi. Essa le lasciò gonfiarsi, traboccar dalle ciglia, colar lentamente giù per le guancie, senza badarci. Poi cambiando ad un tratto di tono, domandò quasi brusco:
—Chi siete?
—Una povera orfanella che va cercando di guadagnarsi il pane col suo lavoro.