—I suoi servizi!… Eh! me ne infischio io de' suoi servizi… Poichè la va così, corro giù tosto e mi spiego aperto con esso lui…
In questa un discreto picchiare all'uscio li fece stare entrambi.
—O mio Dio, ch'egli è il padrone di casa: disse Rosina allibita.
—Diavolo! diavolo! sclamò Antonio grattandosi con furore il capo.
E dal di fuori si tornava a picchiare, ed una voce dolcereccia cacciava dentro pel buco della toppa queste parole:
—Aprite: son io.
—Gli è proprio lui. Mi vien voglia di rispondergli che in casa non c'è nessuno.
IV.
Antonio fece forza per darsi un contegno tranquillo ed un fermo aspetto, e si mosse per andare ad aprire. Ma egli era appena venuto fuori dal paravento che spartiva la stanza, quando il signor Marone, trovato l'uscio chiuso soltanto col saliscendi, aveva levata la stanghetta, sospinto il battente ed entrava dicendo:
—È permesso? Si può? Scusino.